Inizia a vivere la TUA vita

Lettere a Neale

Come posso Vivere la Mia Vita?

Ciao Neale.

Il motivo per cui ti sto scrivendo è che sono gravemente depresso e sto attraversando un periodo difficile. Non so cos’altro fare. Sono costantemente alla ricerca di consigli su come poter iniziare a vivere la mia vita. Ho stabilito una relazione con Dio 4 mesi fa e ho imparato molto. Voglio riuscire a sperimentare le gioie della vita e vivere la mia vita e realizzare gli scopi che Dio vuole che io realizzi. Qualsiasi consiglio è apprezzato.

In Cristo, Alex

Neale Risponde

Mio Caro Alex…

Il miglior consiglio che io ti possa dare su come iniziare a vivere la tua vita è di fare proprio quello — inizia a vivere la TUA vita, anziché la vita che qualcun altro ha voluto che tu vivessi. Potrebbero essere i tuoi genitori, la tua attuale compagna di vita, anche la tua religione o la società in generale.

Nella sua meravigliosa opera Amleto, William Shakespeare scrisse: “Ma soprattutto tieni questo in mente: sii sempre, e resta, fedele a te stesso; ne seguirà, come la notte al giorno, che non sarai sleale con nessuno”.

Mi ci è voluta la maggior parte della mia vita per impararlo, e anche in anni recenti non ho messo in pratica ciò per cui ho lavorato duro per imparare. Forse di tanto in tanto, ma non quanto ci vorrebbe per guarire le mie ferite, rendere efficace la mia vita, farmi smettere di ferire gli altri, portarmi infine alla pace interiore.

Vedi, essere vero con me stesso mi faceva paura. La paura era che, facendolo, avrei perso te. Te, con la ‘T’ maiuscola, chiunque tu fossi che non volevo perdere in quel momento. Il cast cambiava, ma la trama rimaneva la stessa. La commedia si chiamava Non Lasciarmi — e la battuta d’inizio? “Qualsiasi cosa tu faccia, non lasciarmi. Farò qualsiasi cosa per impedirti di lasciarmi”.

Ora sto, finalmente, facendo un vero sforzo per scrivere quel copione. Sto finalmente andando alla tastiera della mia vita a scrivere una nuova scena di questa messa in opera della mia vita. Finalmente voglio imparare come essere solo.

Mi ci è voluta tutta la vita. Ho recitato la stessa trama dallo stesso copione da quando avevo quattro anni.

La paura di essere solo non è solo mia. E’ una paura naturale, in qualche modo “costruita” negli esseri umani, poiché comprendiamo che Siamo Tutti Uno, che l’Unità è la Natura Essenziale del nostro essere, e che la Separazione è una bugia. E quindi l’esperienza della separazione ci fa girare la testa, ci fa barcollare, come qualcuno che è caduto nel mondo di Alice Nel Paese Delle Meraviglie, dove tutti dicono che ciò che è “così” non è così, e che ciò che non è “così” è così. Siamo caduti nella tana del coniglio e non sappiamo come uscirne.

A meno che non ci riusciamo.

Dio è la via d’uscita. La Realtà Ultima ci aspetta lì, tra le braccia di Dio. Ma per abbracciare Dio, dobbiamo abbracciare noi stessi — poiché siamo un’Unica ed Identica cosa. Dobbiamo amarci esattamente come siamo. Dobbiamo dire a noi stessi che va bene essere noi e basta; essere esattamente chi, e come, siamo. Dobbiamo dire a noi stessi che siamo perfetti, nel modo esatto in cui ci “mostriamo” oggi. Non c’è niente da aggiustare, niente da correggere, niente da migliorare. Dobbiamo capire che il sentiero che stiamo percorrendo, e il mondo in cui lo percorriamo, è perfetto.

Questo è ciò che mi è stato detto nelle mie conversazioni con Dio. Questo è ciò che insegno. Ma queste possono sembrare parole vuote in un mondo in cui tutti intorno a noi si alzano a dirci cos’è che stiamo facendo di “sbagliato”.

Oh, e noi vogliamo così tanto compiacerli, tutti questi esseri che popolano la nostra vita, che sanno meglio di noi su quasi tutto. Così rinunciamo al nostro richiamo interiore, ci allontaniamo dalla nostra verità interiore, abbandoniamo il nostro desiderio interiore, mettiamo in dubbio la nostra saggezza interiore, e respingiamo le nostre sensazioni interiori come non importanti, non guarite, o male informate.

Diciamo a noi stessi che siamo NOI a “non afferrare”, NOI a “non sapere”, e LORO ad avere tutta la saggezza, tutta la capacità di comprensione, tutte le risposte. Se ascoltassimo solamente LORO — la moglie che sa il modo giusto per fare tutto, l’amico che ha tutte le idee, il capo che ha tutto il potere — tutti quegli ALTRI che sembrano avere compreso tutto — saremmo infine felici, poiché alla fine lo faremmo nel modo giusto.

Ho imparato tempo fa ad essere vero con me stesso su questioni irrilevanti. Ho smesso tempo fa di preoccuparmi su cosa gli altri pensassero del mio abbigliamento o della mia casa o della mia auto o della persona al mio braccio o della mia politica o della mia religione o del mio reddito o, davvero, di qualsiasi delle cose che occupavano i miei pensieri e il mio tempo quando ero così giovane.

Solo recentemente ho trovato il sentiero verso il mio coraggio più elevato, che potrebbe anche portarmi a cercare, e ancor più a conoscere, capire e vivere la mia verità interiore sulle cose più piccole — che, naturalmente, riultano essere le più grandi di tutte: Cosa voglio davvero nella mia vita? Dove mi sto “sistemando”, dove sto ricevendo quello che desidero, dove sto abbandonando i miei sogni? Sono in grado di essere me stesso, pienamente “me”, negli spazi in cui mi sono messo? Nella mia relazione? Nel mio lavoro? Nel mio luogo fisico? In tutte le situazioni e circostanze in cui mi trovo ora?

Avendo posto me stesso esattamente dove sono, sono felice del luogo in cui mi sono messo? Se no, perché diamine non ne esco? Letteralmente. Perché diamine non ne esco???

Quanta energia ho ancora intenzione di dare, quanto tempo ho ancora intenzione di trascorrere, cercando di migliorare le cose quando nessuna delle creazioni è lì?

Quando avrò intenzione di scegliere Me?

Queste sono le questioni che Polonio solleva nel suo meraviglioso discorso in Amleto. Sii sempre fedele a te stesso, consiglia. Ah, più facile a dirsi che a farsi, potremmo borbottare. Ma questa è la sfida, questo è l’invito, questo è il sentiero.

Ho scoperto di aver ferito più persone di quanto avessi mai immaginato di poter fare in questa vita, e quasi sempre è stato perché non ho, in prima istanza, detto la mia verità. Non ho rivelato i miei programmi non appena sono riuscito ad identificarli. Non ho svelato, anche se il mio cuore batteva profondamente di consapevolezza, le mie speranze, paure, bisogni, desideri, ed intenzioni. Li ho tenuti tutti segreti, e come risultato ho tenuto me stesso prigioniero, isolato in una prigione di mia stessa creazione.

Poi, arrabbiato con me stesso per aver fatto una cosa del genere a Me, ho colpito, sono evaso, sono scappato da questa cella autoprodotta, facendo del male a qualsiasi persona si trovasse sulla mia strada — e che non aveva idea di essere sulla mia strada, dal momento che non ho mai detto a qualcuno niente di ciò che stavo davvero provando.

L’ironia è che l’ho fatto, ho nascosto tutto questo, perché non volevo ferire gli altri. Ma quando tutta la mia “roba” è arrivata a  traboccare, quando è arrivata tutta ad uscire di colpo e a travolgere e ad investire tutto, tutto lo scenario che avevo attentamente allestito è stato comunque distrutto. Tutte le persone che stavo cercando di non ferire, sono state comunque ferite. Peggio di quanto lo sarebbero state se io fossi stato chiaro fin dall’inizio.

Solo più tardi l’ho capito, davvero capito. Solo recentemente ho realizzato pienamente l’impatto che ha avuto sulla mia vita e sulla vita degli altri — altri che dicevo di amare. Li ho “amati” così tanto che ho ferito ogni singola persona. Li ho quasi “amati a morte”. Li ho quasi uccisi col mio amore. Ho iniziato a pensare di dover portare al collo un avvertimento: Fatevi amici con estrema cautela. Sono pericoloso.

Quindi ora ho scelto di rischiare. Ho scelto di rischiare di perdere tutti e tutto, ricercando, in ogni momento, la mia verità; creando, a modo mio, la mia gioia; abbracciando, in ogni occasione, i miei desideri; seguendo, senza omissioni, la mia saggezza; e garantendo a me stesso e agendo di conseguenza, senza rimorso, la mia autorità di scegliere ciò che scelgo, di essere ciò che sono, di fare ciò che voglio, desidero, bramo fare!

Ora, Alex, un sacco di persone affermano di non sapere cosa vogliono fare o essere. Ma io sostengo che in realtà lo sanno, ma che la loro consapevolezza è sepolta sotto anni di negazione di se stessi, di non dire la propria verità, o di non viverla — o entrambe le cose.

Il primo passo da fare, per come la vedo io, è di iniziare a vivere la tua verità oggi, in piccoli modi. Cosa vuoi davvero fare stasera? Cosa vuoi davvero mangiare? Cosa vuoi davvero indossare?

Poi passa alle cose più grandi. Cosa stai davvero pensando? Come ti senti davvero? Di cosa hai davvero paura? Cosa vuoi davvero proprio ora?

Infine, entraci pienamente. Spostati nel vivere queste verità, grandi e piccole. Questo è un modo sicuro per far funzionare la tua vita, per far muovere di nuovo le cose. Fatti questo regalo, e sarà San Valentino per tutto l’anno.

Con amore,
Neale

 

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